Dai, vedrai che ti va bene


On air:  Robyn, Don't fucking tell me what to do

Ora, io non sono scaramantico. Ho smesso. (questa è una battuta, ridete) (Anche questa tra parentesi era una battuta, rid... Ah, ma che ve lo dico a fare)

Dicevo, io non sono scaramantico, però prima di un esame c'è sempre stata una congiura organizzata dai miei famigliari per farmi innervosire. Stavolta è stato il turno di mia nonna che ha osato interrompere la mia merendina di oggi pomeriggio arrivando a dire (udite udite):

"Dai, vedrai che ti va bene".

Ora, al di là del fatto che io non avevo manifestato all'esterno alcuna mia potenziale preoccupazione interiore che giustificasse un'uscita in proposito, la frase Dai, vedrai che ti va bene un po' mi irrita. E non solo per quanto riguarda gli esami. Ma poi nemmeno fosse una novità! È da prima della mia nascita che non voglio che mi si dica. Quando mia madre doveva fare un'ecografia, se qualcuno diceva Dai, vedrai che ti va bene, scalciavo. Giusto per mettere pressione. Sì, ero palloso anche in pancia.

Ma non è complicato: le cose che dovete evitare di dire sono Dai, vedrai che ti va bene prima di qualcosa che può - anche solo in maniera remota - andare male, e la domanda Come va?/come stai? quando sono triste. Come fare a capire se sono triste, mi dite voi. Beh, se siete indecisi non chiedete. Oppure preparatevi a sorbirvi un pappardellone di mezzora sul mio stato d'animo. Sarà terribile, sarà noioso e sarà ciò che la prossima volta vi farà ricordare di non chiedermi come sto.




P.S. No, non ho il ciclo! Sono nervoso, no?, è chiaro. E sì, sfogo il mio nervosismo sul blog. Sì, nella maniera più antipatica possibile. Sì, sono antipatico, e allora? Ma vi fate gli affari vostri!?

P.P.S. No, non scriverò qui sopra l'esito dell'esame, in nessun caso.


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